28 dicembre 2012 di Valfredo Porega
Da qualche tempo ripenso alle parole che ho scritto in un articolo nel lontano 1996…
Cina: «Tre giustiziati per false fatture Iva». Questo è quanto riportava giorni fa il giornale China Daily, secondo il quale le esecuzioni avvenivano con il solito sistema del colpo alla nuca. Fortunatamente nel nostro Paese non si arriverà mai a tanto, ma è pur vero che siamo stanchi di leggere continuamente sui giornali o di apprendere dai vari telegiornali, notizie riferite alla continua lotta agli evasori fiscali, siano essi commercianti, imprenditori, liberi professionisti.
Sono trascorsi 16 anni, cosa è cambiato nel nostro “BEL PAESE”? Quasi nulla! Nonostante la lotta all’evasione fiscale, intrapresa dai vari Governi, nessuno è riuscito a eliminare tale nefandezza. Negli ultimi tre anni è andata un pochino meglio, considerando che nel 2010, sono stati recuperati circa 13 miliardi di euro: il 10% di quella annua, che ammonta a 130 miliardi di euro.
Basti pensare che il nostro debito pubblico sfiora i 2.000 miliardi di euro, per dire con forza che non possiamo accettare supinamente un’evasione di questi livelli. Se lo Stato riuscisse, come giusto, a recuperare per 7 o 8 anni il totale dell’evasione annua, il nostro debito pubblico sarebbe ridimensionato drasticamente. È chiaro che chi non può evadere sono solo e soltanto il lavoratore a reddito fisso e i pensionati. Basta leggere le dichiarazioni dei redditi 2011 di Impresa o di lavoro autonomo per renderci conto della triste realtà di tali contribuenti.
Alcuni esempi, parliamo di reddito lordo annuo in euro: Istituti di Bellezza 6.500, Profumerie 11.500, Parrucchieri 12.600, Alberghi 14.700, Bar e gelaterie 16.800, Meccanici 24.700, Architetti 29.600. Da queste cifre si evince che i più ricchi in Italia sono sicuramente i lavoratori a reddito fisso e i pensionati……….VERGOGNA.
Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo che questi evasori siano chiamati “furbetti” dalla stampa o dai vari telegiornali, questi ”signori” vanno chiamati con il vero loro nome: DELINQUENTI, e come tali devono essere trattati, senza se e senza ma, coloro che evadono e godono dei benefici che lo Stato offre a spese dei cittadini onesti meritano una condanna esemplare da espiare totalmente nelle carceri………..a totale carico degli onesti contribuenti, non per “vendetta” ma per Giustizia.
È impensabile che si possa continuare in questo modo. Le persone oneste non possono essere il capro espiatorio di questo malcostume e costantemente falcidiate da ulteriori balzelli.
Il nostro Paese, potrà definirsi “civile” solo e soltanto quando tutti i cittadini, nessuno escluso, farà suo l’articolo 53 della Costituzione, il quale recita: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Ecco perché, per cambiare davvero, serve una vera e propria “Rivoluzione culturale” basata sull’onestà e la trasparenza.
Valfredo Porega
Centro studi Smart City