19 ottobre 2012 di Ezio Genovese
Cari amici,
il 25 settembre scorso ho ascoltato la trasmissione radiofonica di Oscar Giannino su Radio 24, dedicata alla ricostruzione dell'Emilia terremota (in realtà nelle provincie di Modena, Ferrara e Mantova). La trasmissione traeva spunto da un articolo del giorno precedente pubblicato dal Corriere della Sera in cui si faceva il punto, a quattro mesi dalle prime scosse del terremoto, riportando dubbi e inefficienze in merito alla ricostruzione delle zone terremotate.
Come ricorderete, ho avuto l'opportunità di consegnare personalmente gli aiuti raccolti da Cambiare Davvero nel mese di agosto, e grazie all'aiuto dell'amico/collega Paolo Campedelli, che risiede in uno dei centri più colpiti dal sisma, Mirandola (MO), ho visitato la zona e ho potuto ascoltare le inquietudini e le preoccupazioni di alcuni residenti. Ho pensato, quindi, di chiamarlo per farmi fare direttamente da lui gli aggiornamenti perché, terminata l’emergenza sarebbe stato interessante sapere come è partita la ricostruzione.
Ricapitolando:
- Le testimonianze dei cittadini e degli imprenditori riconoscono alle Amministrazioni Locali una buona attività di supporto,
- sono stati stanziati quest’anno 9 miliardi dallo Stato, di cui 6 per la ricostruzione abitativa,
Domande per richiesta danni:
- i primi aiuti concreti sono stati erogati dai Comuni con i Cas (Contributi per l'Autonoma sistemazione), il contributo viene dato nel caso in cui il nucleo abbia trovato una sistemazione alternativa autonoma (chi sceglie di richiedere il Cas rinuncia automaticamente alle altre opportunità abitative come l’affitto, i moduli prefabbricati, o gli alberghi) e, nel caso sia assegnatario di contributi per la riparazione della propria abitazione, è vincolato a tempi certi. Il contributo consiste in 200€ mensili per ogni componente del nucleo familiare con l'aggiunta di 100€ per figli inferiori a 14 anni e per gli anziani oltre i 65. L'erogazione massima è comunque di 900€ a famiglia.
- dopo i primi 50 milioni di euro stanziati per l'emergenza (già terminati per gli interventi di primo soccorso), dovrebbero arrivare alla Regione 2,5 miliardi per l'avvio della ricostruzione, ma non si è ancora capito se arriveranno materialmente o se verranno concessi dei crediti d'imposta sui futuri versamenti di tasse,
- lo Stato ha prima prorogato il versamento di tutte le tasse al giugno 2013, ma recentemente ha rimesso in discussione tale termine (forse in relazione a quanto sopra esposto),
- l'Europa ha messo a disposizione 670 milioni di euro che verranno erogati dai primi giorni di gennaio 2013 per la ricostruzione di edifici pubblici (ospedali, scuole ecc.),
- secondo il vice-segretario di Confindustria di Modena le aziende stanno riprendendo l'attività: si parla del 50% delle imprese che hanno riaperto,
- paradossalmente le aziende non lesionate sono anch'esse in difficoltà in quanto devono adeguarsi alle nuove normative antisismiche in tempi ristretti (entro 7 dicembre 2012) con oneri pesanti e senza nessuna agevolazione (ed in tempo di crisi). Inoltre i professionisti abilitati a queste pratiche sono pochi e danno le priorità alle aziende lesionate,
- si sentono molto trascurati i professionisti e le "partite IVA" che supportano i clienti ma non vengono pagati per via delle diffuse difficoltà economiche, e non rientrano in nessun piano di supporto,
- gli sfollati sono ancora molti: si procede alla requisizione di case sfitte, gli albergatori sono tenuti a dare la disponibilità delle loro strutture e recentissimamente si è proceduto all'acquisto di container modificati per uso abitativo per una spesa pari a 139 milioni di euro,
- le famiglie con le case lesionate in categoria B e C (giudicate temporaneamente o parzialmente inagibili) riceveranno i seguenti indennizzi: 370 euro a mq per abitazioni fino a 120mq, 200 euro fino a 200 mq e 100 euro oltre a 200 mq, per la riparazione delle loro abitazioni (il contributo medio è del 48%),
- le seconde case affittate hanno diritto a indennizzi diversi e, per ora non è previsto un indennizzo per le seconde case sfitte, questo potrebbe però causare problemi in ambito condominiale o in edifici adiacenti/collegati,
- le famiglie stanno facendo i loro conti per vedere se è più conveniente riparare o costruire una nuova casa, ma rimane una certa diffidenza nei confronti dello Stato: "prima vediamo se arrivano i soldi… e poi attingeremo anche alle nostre risorse personali o ci indebiteremo",
- le scuole hanno ripreso l'attività ma in molti casi in modo disagiato: le elementari a Mirandola sono raggruppate per classi in 4 distinti siti provvisori: tutte le prime presso il centro anziani, le seconde presso una tendopoli, le terze e le quarte tutte insieme sotto un "pallone gonfiabile", le quinte presso un edificio ristrutturato. Le scuole medie hanno posto in un edificio nuovo che ospita anche gli uffici comunali, tutti gli altri Istituti Superiori sono precari e itineranti: o in tensostrutture o presso pizzerie inutilizzate durante il giorno,
- i centri storici sono il problema più grave: attualmente la viabilità è stata parzialmente ripristinata, ma sia le attività che le abitazioni (per le ragioni su esposte) sono praticamente ancora tutte chiuse.
Ricordo che quel territorio è riconosciuto come uno dei più produttivi d'Europa.
Testo redatto grazie all'aiuto di Paolo Campedelli
Ezio Genovese
Gruppo del 13° Municipio