16 ottobre 2012 di Maurizio Lecci
È stata colpita alla testa dai talebani la giovane Malala Yusufzai, colpita all’uscita della scuola, e ora è in ospedale, perché decise di raccontare in un blog l’importanza del diritto allo studio delle bambine. Il portavoce dei talebani pakistani, ha rivendicato la responsabilità per l'attentato, dicendo che la ragazza “è il simbolo degli infedeli e dell'oscenità”.
Il tentato omicidio di Malala mi ha proiettato all’improvviso indietro con il tempo, un senso di tristezza e impotenza mi ha avvolto, Malala mi ha ricordato l’omicidio del piccolo Iqbal Masih. Molti di voi lo ricorderanno, Iqbal era un bambino Pakistano ucciso perché difendeva i diritti di altri bambini contro il lavoro minorile. All’età di 5 anni venne ceduto dalla famiglia in schiavitù al proprietario di una fabbrica di tappeti, legato al telaio con una catena, era costretto a lavorare dall’alba al tramonto. Riuscì a fuggire più volte e sempre ripreso, punito e una volta gettato anche in una cisterna sotterranea. Un giorno durante una di queste fughe si trovò in mezzo ad una manifestazione del “Fronte di liberazione del lavoro schiavizzato”, prese coraggio e raccontò la storia e le condizioni di vita degli altri bambini che lavoravano nella fabbrica.
Gli avvocati del sindacato, commossi da quelle parole, lo liberarono. Iqbal si dedicò così all’attività di difesa dei diritti dei bambini, l’opinione pubblica mondiale venne a sapere della sua storia ed il piccolo Iqbal tenne diverse conferenze internazionali. Un giorno in una conferenza a Stoccolma, fece un intervento non gradito nel suo paese, quello che disse era semplicemente un suo sogno, il sogno di un bambino e cioè: "Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro.Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite".
L’impegno di Iqbal era troppo per la mafia del suo paese, e una mattina di aprile del 1996, ad appena 13 anni, venne ucciso. Nel 2000 fu il primo a ricevere alla memoria il The world's Children's Prize, premio per i diritti dei bambini.
Le storie vere di Malala ed Iqbal, due fanciulli, per cambiare davvero non dobbiamo dimenticarli!
Maurizio Lecci