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QUANDO ROMA CAPITALE DELLA CICLABILITA'?

La bici è la vera risposta all'inquinamento, al traffico e ai consumi

17 settembre 2012 di Cataldo Grosso

QUANDO ROMA CAPITALE DELLA CICLABILITA'?

Se sogniamo una mobilità alternativa a Roma, perché non scommettere sulla bicicletta?
Se anche in piena estate, Sky News decide di incentrare un serio approfondimento giornalistico su quanto è ecocompatibile l’uso della bicicletta, prendendo lo spunto dai primi successi maturati dall’iniziativa di bike sharing del comune di Milano denominato “BikeMI”, è facile pensare che sentiremo sempre più parlare nelle nostre città dei nuovi usi di questo tradizionale mezzo trasporto. Questo perché in Italia e a Roma in particolare, c’è ancora spazio per colmare il gap con i paesi anglo-sassoni e del centro Europa. Basta ricalcare, con piccoli adattamenti, i progetti BIXI di Monreal e Barclays CycleHire di Londra. In tali città la capillarità e la facilità d’accesso, per gli abbonati e non al servizio di bike sharing, hanno reso queste esperienze le best practices da seguire. Se pensiamo inoltre :

1) ai continui rincari dei carburanti e con annessa significativa diminuzione degli autoveicoli privati circolanti (-12.3% vedi rapporto ACI Censis del dicembre 2011);

2) alla necessità di ridurre le emissioni inquinanti e soddisfare così le normative vigenti;

3) alla velocità media degli spostamenti privati nelle nostre città (durante le ore di punta si attesta, secondo più fonti, a 7 km/h);

4) a una sempre più diffusa convinzione, dei cittadini dei 50 più importanti agglomerati urbani, che il traffico sia un “problema” di elevata priorità; (come indicato dal 69,5% degli intervistati da Euromobility nel paper sulla mobilità sostenibile del 2011);

5) al successo del movimento salvaciclisti e alle raccomandazioni world urban forum;

6) alla maggiore accessibilità delle bici a pedalata assistita e dei kit per la trasformazione delle bici tradizionali in “elettriche”

Ricapitolando, cosa è necessario per cambiare davvero la mobilità urbana?

1. Gli Enti Locali dovrebbero favorire la costruzione di piste ciclabili da adibire al tragitto casa-lavoro, che potrebbero esser intestate alle medie e grandi aziende del proprio territorio. Gli spazi promozionali di queste piste, verrebbero ceduti in cambio della partecipazione finanziaria alla realizzazione dell’opera. Altrimenti potrebbero esser cofinanziate dai grandi players delle affissioni pubbliche come avviene in Francia.

2. Per tutte le aziende ed enti pubblici che hanno sedi con un numero di dipendenti superiore a 100, istituire la figura del mobility manager (anche a tempo parziale) che possa confrontarsi con le istituzioni locali e con i city manager per mettere in atto politiche di promozione della mobilità sostenibile.

Entrambe le proposte hanno anche un fondamento nella vita reale, oltre il 50% dei dipendenti, in una mia vecchia sede di lavoro, abitava nel raggio di 3 Km; ma il mezzo di trasporto più utilizzato era quello privato.

Si sta svolgendo in questi giorni la settimana europea della Mobilità: un momento propizio per Cambiare Davvero!

p.s. per approfondire con i riferimenti bibliografici
Euromobility, La mobilità sostenibile in Italia

Barclays Cycle Hire


Cataldo Grosso

Responsabile Centro Studi Smart City

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