13 aprile 2012 di Alessandro Onorato
Il Comune di Roma sta per assegnare oltre 70 case popolari a chi ha occupato abusivamente l’immobile di via Cesare De Lollis. Proprio così: chi ha commesso un reato, invece che essere punito, sarà premiato, alla faccia di quelle migliaia di cittadini onesti che rispettano le regole e le graduatorie, aspettando per anni una regolare e legittima assegnazione. A molti di voi sembrerà impossibile, ma qualche settimana fa è stato firmato un protocollo d’intesa tra gli occupanti abusivi, il Dipartimento per le Politiche abitative e l’assessorato alla Casa, che sancisce l’ennesimo insulto alla legalità per Roma: gli occupanti lasceranno le case di via De Lollis per trasferirsi negli appartamenti, nuovi di zecca, del Comune di Roma a Lunghezzina e a Rocca Cencia.
Non so se è più scandalosa la cosa di per sé o il fatto che non se ne senta parlare affatto: ho presentato un’interrogazione al Sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, per avere chiarimenti, ma questa vicenda è circondata da un silenzio inquietante. Forse sarà perché accomuna sia la destra che la sinistra. Alemanno infatti ha deciso di agire in continuità con l’amministrazione Veltroni, che con la delibera 132 del 2003 decideva di riservare una percentuale (il 15%) degli alloggi pubblici disponibili per gli occupanti abusivi. Perfetto consociativismo dunque: l’unica differenza è che mentre prima con questa norma si favorivano associazioni di sinistra, ora si premiano anche quelle di destra. Ma la musica non cambia: chi occupa illegalmente ha una prelazione nell’assegnazione di una casa, sorpassando di fatto tutte quelle persone che hanno raggiunto il punteggio massimo e aspettano da anni una regolare assegnazione.
Questo discutibile meccanismo di premiazione offre sì una soluzione immediata per alcune situazioni particolarmente delicate che difficilmente si potrebbero risolvere in altro modo, ma alla lunga ovviamente non ha fatto altro che incoraggiare le occupazioni abusive: si occupa illegalmente una casa privata o un alloggio pubblico, e se il Comune vorrà liberare l’immobile dovrà offrire qualcosa in cambio. In sintesi si offre il fianco a un vero e proprio ricatto, se non addirittura un racket… ma lasciamo che a riguardo la magistratura faccia il suo corso.
Se vogliamo porre fine allo scempio delle occupazioni abusive non possiamo certo continuare a prestarci a questo gioco. Se vogliamo cambiare davvero, all’insegna della legalità e del rispetto delle regole, una soluzione ci sarebbe: da oltre due anni nei cassetti del Consiglio comunale giace dimenticata una mia proposta di delibera, mai inserita nell’ordine dei lavoro dell’Aula Giulio Cesare, che cancella l’assurda norma che premia gli occupanti abusivi. Una misura non solo necessaria, ma anche con un alto valore simbolico: in una città dove appare sempre più difficile far rispettare le più elementari regole di ordine e decoro, e dove la furbizia e la prepotenza – talvolta legalizzate, come in questo caso – sembrano avere la meglio è fondamentale che il Comune ripristini la legalità e garantisca la giustizia. Per difendere i più deboli dagli abusi e per iniziare a cambiare davvero.